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Scheda Paese

 

Scheda Paese

 

L’economia cipriota è caratterizzata da ridotta dimensione del mercato domestico e degli operatori economici, dall’apertura al commercio internazionale e da una significativa dipendenza dall’andamento di questo. L’economia è orientata ai servizi, che rappresentano circa l’80% del PIL; i settori principali sono: finanza e supporto alle imprese, turismo, trasporti, costruzioni.

 

I fattori di maggior attrazione dell’isola sono la posizione strategica, la stabilità politica, la bassa fiscalità per persone fisiche e giuridiche  – l'imposta sulle società è al 10% ed il governo è risolutamente contrario sia ad aumentarla, pur nella congiuntura economica non favorevole, sia ad interventi comunitari di armonizzazione e coordinamento –, una fitta rete di accordi contro le doppie imposizioni con i paesi medio-orientali e dell’Europa orientale, la buona qualità delle infrastrutture,  l'efficienza dell’industria della navigazione, (agevolata dall'introduzione di un trattamento fiscale basato sulla c.d. "tonnage tax"). Oggi il paese intermedia circa il 60% del commercio in transito da e per il Medio Oriente (spesso si tratta di riesportazioni) e la sua flotta è tra le prime dieci al mondo per tonnellaggio (terza nell’Unione Europea).

 

L'ingresso nell'Unione Europea e l'attuazione degli accordi OCSE hanno comportato il progressivo smantellamento delle pratiche che facevano dell'isola un paradiso fiscale, e a luglio 2010 l'isola è stata ufficialmente espunta dalla black list del MEF.

 

Molto stretti i rapporti con la Russia, da cui provengono notevoli investimenti (iniziati nei primi anni ’90) che spesso rientrano in patria sotto forma di capitali estero-vestiti, facendo di Cipro, ormai da anni, uno dei primi investitori nel paese asiatico.

 


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